A tavola nel mondo


Maggio 2003

Dopo la processione luttuosa all’ambasciata americana, A tavola nel mondo prosegue la ricerca Svarnet al limitare di un costume-vestito esplicitamente teatrale. Gli Svarnet di questo pranzo, intonando la canzone canticchiata al mattino con la Colazione, intendono aprire l’edificio, il testo e lo spettacolo che non c’è, aprire la quinta e mangiare a vista. Per giorni cercano, trovano e provano i movimenti e la struttura ipotetica della performance, in un parco circondato dalle piccole palazzine di un quartiere popolare. Le persone si fermano incuriosite ad osservare questi ragazzi che smettono di muoversi sul grande prato al calar della sera, che portano tavolo e sedie, e che a volte mangiano su una tavola tonda portata da casa, ed a volte sono immersi in movimenti precisi che si ripetono. Svarnet si accorge che lo spettacolo non esiste, che le prove non esistono, o che tutto è, sempre. Che quelli sono i suoi piedi sull’erba. Le sue impronte. Il suo morso. Che stacca, preme, e sparisce.

PLAY THE VIDEO